Era un bellissimo pomeriggio d’estate e io ed Argento Vivo il mio unicorno stavamo facendo una scorpacciata di frutti: cocco, meloni, albicocche varie.

Io però tentavo di prendere una pesca e il mio amico vedendomi in difficoltà prese il volo e me ne buttò giù una ventina e poi sparì.

Lo chiamai ma non rispose. Mi accorsi che in cielo si era aperto uno spazio temporaneo. Io ero preoccupata, misi sulle scarpe delle molle e saltai in alto, entrai anch’io nello spazio temporaneo e corsi verso Argento Vivo.

La creatura era in una gabbia, legata con catene arrugginite. Io misi la mano dentro e gli accarezzai il delicato e freddo musetto. Poverino! Era li ad aspettare che in qualche modo riuscissi a liberarlo.

Poi sentii ronfare, era un Grizli, un orsone di montagna, era stato lui ad imprigionare il mio amico.

Vidi una spada fluorescente la presi e mi diressi piano piano verso l’orso che mi sentì e mi si scagliò contro, io alzai la spada impaurita e lo trafissi, poi liberai il mio amico che mi ringraziò.

Nicoletta Bolzani